Review: Kon-Tiki (T. Heyerdahl)

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Kon-Tiki è l’incredibile avventura di come Thor Heyerdahl dimostrò la possibile connessione tra le culture pre-incaiche e quelle polinesiane, attraversando l’Oceano Pacifico con 5 compagni su una zattera di balsa.

Oltre al libro, la storia è stata anche raccontata nell’omonimo film “Kon-Tiki” (2012) e si è guadagnata un museo dedicato ad Oslo.

Copertina di "Kon-Tiki" di Thor Heyerdahl. Robin Edizioni.

Review: “Kon-Tiki” – Thor Heyerdahl (1948)

Nella cultura e mitologia polinesiana, Tiki è considerato il dio figlio del sole, un grande capo che ha portato da una terra lontana gli abitanti dell’attuale Polinesia ad abitare queste isole.
Ma quel’è, questa terra lontana?

Studi dimostrano che le isole dei mari del Sud vennero colonizzate in due ondate, intorno al 500 d.C. e poi nel 1100. Di questa seconda invasione, all’inizio del XX secolo, c’erano ben poche certezze. Solo che erano ancora “nell’età della pietra”, erano bianchi di pelle e seguivano il dio sole.

Esistono incredibili somiglianze tra i reperti lasciati dalle civiltà scomparse del Sud America e quelli ritrovati in Polinesia: le colossali rappresentazioni delle divinità e i monoliti; l’utilizzo di cordicelle intrecciate per memorizzare informazioni in assenza di scrittura, come quelle degli Inca in Perù; i tratti somatici e la pelle bianca descritti riguardo una popolazione per-incaica “misteriosamente” scomparsa dal continente prima della scoperta dell’America, in comune con la popolazione trovata nel 1722 sull’isola di Pasqua quando per la prima volta vi sbarcarono gli europei; il dio sole, che gli Inca chiamavano Kon-Tiki e descrivevano come il sommo pontefice di questi scomparsi “uomini bianchi”.

Queste sono le premesse che spinsero Thor Heyerdahl, etnologo norvegese, a voler dimostrare che la popolazione polinesiana è originaria del Sud America.

Trama (con qualche spoiler… ma è una biografia!)

“E’ impossibile” è stata la risposta che Heyerdah si è sentito dire mille volte quando proponeva al mondo scientifico la sua teoria. “Ci provi lei ad andare dal Perù fino alle isole del Pacifico su una zattera di balsa!”
Cosa fare quando nessuno crede ad una buona teoria con tanti indizi ma nessuna prova scientifica? Si organizza una spedizione su una zattera di balsa dal Perù alla Polinesia!

Heyerdah e altri 5 compagni (navigatori, sociologi, tecnici radio e ingenieri) si preparano per un lungo viaggio attraverso il pacifico.
Per provare la loro teoria, però, devono viaggiare come avrebbero fatto le popolazioni del tempo: esperti navigatori con limitate risorse. Seguendo minuziosamente le indicazioni dei reperti e delle descrizioni a noi giunte, costruiscono una zattera ricavata da specifici alberi della zona e una vela. La caricano di provvigioni, la battezzano Kon-Tiki e partono seguendo il vento e le correnti.

Più di 100 giorni di viaggio tra tempeste, balene, tartarughe giganti, pesci addomesticati, momenti di tensione e grandi speranze.

La mia opinione

C’è un po’ di tutto in questo libro: storia, antropoligia, nautica, avventura, natura…
Ho trovato interessantissima la scoperta della relazione tra due popolazioni incredibilmente lontane ma con le stesse radici. E il processo un po’ folle di voler a tutti i costi dimostrare di aver ragione.

La lettura è alternata tra leggera e divertente, e minuziosa nei dettagli.
Fa venire voglia di un giro in barca (magari non nel mezzo dell’oceano!) e l’Isola di Pasqua ha scalato qualche gradino nella mia bucket list! Purtroppo non ho avuto tempo di visitare il museo Kon-Tiki quando sono passata da Oslo, ma l’interesse per questa l’avventura mi è rimasto, il chè mi fa promuovere questo libro a pieni voti.

Immagine per Pinterest: review del libro Kon-tiki

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