Review: Io Viaggio da Sola (M. Perosino)

pubblicato in: Letture di Viaggio | 4

Uno di quei libri comprati a caso, perché la copertina mi ha colpito o il titolo mi ha attirato. In questo caso, è stata la frase citata in copertina: Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia.
Ho riso e mi sono diretta in cassa. Viaggio da sola anche io da tanti anni. Prima per studio, poi per lavoro e infine, ho scoperto piano piano nel tempo, perché non disdegno fare la turista in solitaria.

Review del libro "Io Vaggio da sola" di Maria perosino

Recensione: “Io Viaggio da Sola” – Maria Perosino – Einaudi (2012)

Il titolo dice tutto: “Io Viaggio da Sola” è un libro scritto per donne (ma non solo) che viaggiano spesso in solitaria. Che sia per lavoro o per piacere, bisogna imparare ad arrangiarsi in ogni piccola cosa, dal fare la viglia il più leggera possibile per comunque completa per l’occasione, all’affrontare il cameriere di turno che vorrebbe fregarti sul prezzo, senza però fargli credere che ci stai provando.

Trama (senza spoiler):

“Io Viaggio da Sola” offre aneddoti, consigli e suggerimenti su come affrontare un viaggio in solitaria, con una strizzata d’occhio ad un target femminile. Alcune parti possono risultare ad oggi un po’ banali (chi viaggia più o meno spesso è perfettamente in grado di scegliere e prenotare un albergo con i requisiti necessari). Altre, tra racconti ed esempi pratici, sono piuttosto interessanti.

Un grande classico, per esempio, è affrontare la cena al ristorante ad un tavolo per uno. L’imbarazzo. La solitudine. La tristezza. Ma in questi casi, come fare a non farsi affidare un tavolino nell’angolo tra la cucina e il bagno? Come intrattenersi mentre tutti gli altri chiacchierano allegramente?

La mia opinione

Anni fa ho lavorato qualche mese a Firenze. Pernottavo con i colleghi in un b&b nel centro storico. Sfoggiando una vasta gamma di accenti italiani (romano, milanese, bresciano, veneto…) tentavamo di trovare i nostri spazi nella città e ogni mattina passavamo dallo stesso bar. I simpatici-ma-non-troppo baristi hanno imparato a riconoscerci nel giro di un paio di giorni. Ci serviva sempre lo stesso, che chiameremo Dante. Poi, un giorno, ci ha servito il collega, diciamo Vanni.
Quando arriva il conto, Vanni ci dice prezzi inferiori ai giorni precedenti. Dante lo raggiunge in un baleno, si appresta a correggerlo, poi gli bisbiglia qualcosa all’orecchio come se non fossimo nemmeno presenti e lo lascia nuovamente solo alla cassa.
Vanni era onesto. Mentre Dante il primo giorno ci aveva fatto “il prezzo del turista” e non poteva più cambiarlo, anche dopo aver capito che saremmo tornati tutti i giorni per diverse settimane di fila. E niente. Dante e Vanni hanno perso una manciata di clienti al volo: non siamo più tornati.

Perché vi racconto questa storia? Perché ricordo perfettamente che uno dei suggerimenti di Maria Perosino in “Io Viaggio da Sola” era di farsi riconoscere, appunto, in posti dove probabilmente si tornerà a breve. Come il bar dell’angolo, per esempio. Evitare di essere il turista, quello in viaggio di lavoro, uno di passaggio. Perché purtroppo la fregatura per queste categorie di persone è sempre dietro l’angolo. Saper viaggiare, soli o in compagnia, è una skill che andrebbe messa sul CV! E questo libro è pieno di tanti piccoli suggerimenti pratici!


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4 Responses

  1. ANTONELLA MAIOCCHI

    Ho viaggiato spesso da sola per lavoro e ho affrontato molte volte l’imbarazzo della cena da sola. All’inizio mi sentivo un pesce fuor d’acqua poi ci ho fatto l’abitudine, viaggiare da sola per una donna non è sempre facile quindi leggerà volentieri il libro che suggerisci

    • The Lady

      E’ vero, la cena in solitaria è sempre la cosa più traumatica, per chi non ci è abituato!! 😀

  2. Laura

    Mi ha subito attirato il titolo dato che possiamo dire vivendo all’estero mi sento come una viaggiatrice solitaria e mi é piaciuto l’aneddoto che hai raccontato, assurdo che vi sia questa discriminante quando si é turisti anche nello stesso paese. Non voglio immaginare cosa facciano ai turisti stranieri

    • The Lady

      Anche io come te vivo all’estero da anni. E trovo importantissimo far sempre capire che non sono un turista, proprio perché temo sempre il trattamento da “quello di passaggio”! Poi ci sono anche quelli che quando capiscono che vivi lì diventano improvvisamente intolleranti allo straniero, ma questa è un’altra storia 😅

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