Pendolarismo Mon Amour

pubblicato in: Europa | 20

Il viaggio del pendolare: quel pellegrinaggio giornaliero solitamente effettuato con treni sovraffollati, soffocanti e, la sera, anche poco profumati, spesso chiamato con affetto anche “viaggio della speranza”.

Speranza che il treno sia in orario, che ci sia l’aria condizionata, che ci sia un posto a sedere, che non ci sia sciopero, che il vicino si sia fatto una doccia… E lo sappiamo tutti che sono ovviamente troppe speranze per essere tutte contemporaneamente soddisfatte.

Pendolarismo Mon Amour: immagine per pinterest.

Questo spostamento giornaliero casa-lavoro-casa, nonostante sia probabilmente il più frequente modo di viaggiare, è davvero poco gradito. Viene condiviso con molti ma raramente con chi amiamo. E’ relativamente a buon mercato ma ci si lamenta sempre del rapporto qualità/prezzo. 

Ma qualche lato positivo ce l’ha. Lo approfondirò più avanti, ma tanto per citarne uno: è risaputo che viaggiare allarga gli orizzonti. E infatti i pendolari ne vedono davvero di tutti i colori: leopardato blu e nero, per esempio.

Un ragazzo di spalle alla fotocamera seduto su una panchina di una stazione intento a parlare con qualcun altro.
Un anonimo esibizionista in un’anonima stazione.

I problemi dei pendolari: udito, vista, olfatto e spazio personale

A volte si ride, a volte vorremmo dare una testata a chi ci sta seduto accanto. Del resto, di solito, si inizia il viaggio di mattina presto e molti sono ancora in fase dormiveglia pre-caffè. Quel momento durante il quale tutto, TUTTO, dà fastidio: i ritardi, il caldo, il freddo, la gomitata, il sole negli occhi, la tendina che non si abbassa, il finestrino aperto, il vento che entra dal finestrino, la voce alta… 

Ecco, la voce alta. Una categoria di gente che Dante ha confuso col conte Ugolino. Sono i pendolari che sul treno delle 8 sono già belli svegli e parlano al telefono per tutto il tragitto col tono di chi vorrebbe farsi sentire dal capotreno, o che si fanno una simpaticissima chiacchierata coi vicini che gli danno pure generosamente corda. 

I don't like morning people. Or morning. Or people [design by thatladyfromeurope.com]

Ma i rumori non sono l’unico problema: parliamo degli odori. Tralasciando i più ovvi e meno accattivanti, c’è chi si mangia un bel piatto di sushi prima di rientrare a casa, chi lascia gentilmente una mezza mela al prossimo passeggero e chi si fa una ricca insalata. Alle 8 del mattino.

La fame dei pendolari: una mela abbandonata sul tavolino del treno e un incravattato intento a consumare la cena
La fame quando arriva arriva. A volte rimane sul treno.

Ma chi sono io per giudicare le abitudini culinarie altrui? 

In quanto italiana, però, mi sento in diritto se non in dovere di commentare la scelta estetica di questo omaccione con tatuaggi e t-shirt ricchi di teschi e richiami heavy metal. Ecco, i calzini con la foglia di maria fucsia anche no. 

pendolari in attesa sfoggiano calze con colori e abbinamenti sgargianti e scarpe a pois
Scarpe e calze diversamente fashion.

Ma il metallaro è in buona compagnia. Perché il problema non è il metallo! Anche con un completo giacca e pantalone puoi scivolare sul problema del calzino sbagliato! O la scarpa…

Poi dai, i pendolari sono stanchi, si sa. Ma non t’allargare, che se occupi spazio tu, me lo rubi a me! Ed è inutile che fai finta di dormire, perché è chiaro che in quella posizione nemmeno un contorsionista può rilassarsi!

Scena tipica del pendolarismo europeo: pendolari assopiti sul treno in posizioni scomode.
Il sonno è un problema comune tra i pendolari. Anche il mal di schiena e il torcicollo.

Le cose belle del viaggio quotidiano

Ma in tutto questo dramma qualche lato positivo c’è. Primo e fondamentale pro del pendolarismo: il tempo.
Sembra una contraddizione: è contemporaneamente tempo perso e tempo guadagnato. In quella mezz’ora/ora di tempo durante la quale non posso che essere intrappolata in questa scatola di metallo viaggiante, mi rendo conto che ho mezz’ora di tempo “libero”. E sfodero felice il mio libro. E leggo.

La seconda cosa che mi piace è un po’ random. Ed è per questo che mi piace, perché è una piacevole sorpresa all’arrivo in stazione: il prodotto omaggio.
Ho perso il conto di quante cose mi hanno regalato i promoter di svariate aziende. Bibite in lattina più o meno famose, bottigliette d’acqua aromatizzata, yogurt, latte, cioccolato (a Pasqua!)… addirittura un deodorante! C’era un messaggio nascosto nel regalare deodorante ai pendolari, lo so….

Prodotti omaggio ricevuti in omaggio in anni di pendolarismo: bottigliette e lattine, yogurt, cioccolato e altre lecconerie va viaggio.
Sorpese sfiziose

E infine la cosa più bella: i colori del mattino e della sera, anche nelle poco romantiche stazioni ferroviarie.

Aspettando il treno due volte al giorno si assiste spesso a bei tramoneti, albe, nevicate e nebbie misteriose.
Romantiche albe, colorati tramonti e nebbioni invernali.

La noia

Viaggiare tutti i giorni può essere noioso, specialmente se il tempo di percorrenza è lungo o ci sono ritardi. Ma anche lavorare per le ferrovie non dev’essere da meglio. Vorrei chiedere un giro di applausi per il povero impiegato annoiato che come risoluzione di fine anno s’era chiaramente imposto di scrivere creativamente “Torino P.N.” in 365 modi differenti.

tabelloni ferroviari con errori di scrittura.
Chiedo l’aiuto da casa.

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20 Responses

  1. Avatar
    Silvia The Food Traveler

    Mi sembra di riconoscere la stazione di Carmagnola nella foto del tizio con l’intimo in bella vista 😉 Se è quella, un po’ la odio perché lì ho passato ore ad aspettare le coincidenze per Porta Nuova che erano sempre in ritardo. Ancora ricordo la voce metallica che ogni mattina annunciava il ritardo…
    Tutto sommato però il tempo a disposizione era una cosa positiva perché ne approfittavo per leggere (o per ripassare quando andavo all’università). Sopportavo poco la gente che a tutti i costi voleva parlare, chiedendo: dove vai, da dove arrivi, cosa fai ecc, soprattutto al mattino appena sveglia.
    Ma il ragazzo scomposto sul sedile siamo sicuri che sia solo addormentato e non morto???

    • The Lady
      The Lady

      Hahaha, non gli ho provato il polso… forse avrei dovuto! 😂 Per mantenere un minimo di privacy al ragazzo leopardato, anche se è una foto parecchio vecchia, non rivelerò di che stazione di tratta. Ma posso dirti che non è Carmagnola! 😉

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    • The Lady
      The Lady

      Felice di avervi intrattenuti per almeno uno di questi mini-viaggi, proprio voi che amate viaggiare come me!! 😀

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    Roberta Isceri

    Ahahaha! Bellissimo questo articolo! Anche questo è viaggiare, del resto 😀 Ti capisco, non perché sia pendolare ma perché prendo spesso il treno. Si trova un’umanità a dir poco variegata. L’abbigliamento è sempre la cosa che mi colpisce di più, tra mix improbabili di tatuaggi e stoffe che a vederle dici “ma dove le ha trovate??”. Però albe e tramonti ripagano sempre 😉

    • The Lady
      The Lady

      Sì, la moda è un’opinione 🤣 ! E stando seduti del tempo di fianco a tanti sconosciuti, lo si nota sempre di più! 😀

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    ANTONELLA

    come mi riconosco nel tuo post!! Mi hai fatto morire dal ridere con la scritta Torino che non è una volta giusta ma, si può? Comunque sei molto fortunata perchè a me gli omaggi non li hanno mai dati in tanti anni di carri bestiame… certe mattine d’inverno però l’alba ha dei colori spettacolari di questo ti do atto.

    • The Lady
      The Lady

      Gli omaggi in stazione in effetti sono più comuni all’estero. Ma il carro bestiame è purtroppo uguale ovunque!

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    Podere Madonnina by Claudia Cabrini

    Mi rispecchio molto in questo tuo articolo sul “pendolarismo”. Anche io per lavoro viaggio spesso se non quotidianamente con il treno, e di situazioni me ne sono cáptate veramente tante. I tuoi scatti della gente addormentata in malo modo mi hanno fatto ridere moltissimo! Effettivamente cose di quel genere sui treni che io frequento di solito mancano, strapperebbero una risata a tutti!

    • The Lady
      The Lady

      Dev’essere gente DAVVERO stanca! Se no non me lo spiego…. 😀

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    Moira

    Meraviglioso questo post! E posso capirti benissimo. Sono pendolare dal 1993. Ho visto di tutto e vedo ancora di tutto. Posso dire che sono aumentati i treni, ma il servizio è peggiorato. Spessissimo sono in ritardo e non tanto di rado sono proprio cancellati. In estate i finestrini sono sigillati e l’aria condizionata non funziona mai. In inverno i riscaldamenti non funzionano mai. Ma è il mezzo più economico e più ecologico e per questo mi piace.

    • The Lady
      The Lady

      Ho preso proprio ieri un treno senza aria condizionata… ieri che il termometro ha rasentato i 40 gradi!! 😐 E’ vero però che rimane uno dei modi meno inquinanti per spostarsi!

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    Laura

    Nel tuo post mi riconosco perfettamente. Anche io faccio parte del team pendolare da quando andavo all’università prima e poi per lavoro… ed ogni giorno è davvero un’avventura 😊

    • The Lady
      The Lady

      Non sempre una piacevole avventura, ma pur sempre un’avventura!😅

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    MARTINA BRESSAN

    Ho preso per anni il treno, prima per motivi di studio universitari, poi per lavoro.
    Dopo anni di viaggio in treno, ho avuto per un po’ di tempo il totale rifiuto verso questo mezzo, per tutti i motivi che hai elencato tu, e in più i numerosi ritardi, scioperi, problemi sulle linee…ecc. Insomma un inferno.
    Mi hai fatto sorridere perchè mi hai ricordato che arrivata in stazione anch’io ero trovato sempre qualche promoter che regalava qualche prodotto omaggio e questa era la parte divertente, specialmente quando in estate, c’era quella della Coca Cola!

    • The Lady
      The Lady

      Spesso si trovano le file davanti ai promoter! 😀 A me il treno piace ancora, ma prenderlo negli orari di punta proprio no!! Ormai sono intollerante a tutto e tutti!!

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    • The Lady
      The Lady

      Hahahaha, non ci avevo pensato!!! 🤣 🤣 🤣

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    Veronica

    Mi sembra di leggere i quasi tre anni londinesi quando i viaggi in metro, la mattina presto, erano la cosa più insopportabile del mondo e neanche un doppio caffè avrebbe risolto la situazione!! I deodoranti in omaggio poi dovrebbero essere quasi obbligatori nel viaggio di ritorno a casa, dopo il lavoro, lì senti le peggiori cose!
    Mi accodo però all’applauso per l’impiegato dalla fantasia di cambiare il nome ogni volta!

    • The Lady
      The Lady

      Forse la metropolitana è anche peggio del treno: magari dura meno, ma lo spazio personale spesso si azzera e, come dici tu, si entono le peggio cose! 😀

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