Madrid: Le opere famose da vedere al museo del Prado

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Il museo del Prado è sicuramente una delle attrazioni piú gettonate di Madrid. E’ enorme e puó tenere occupato un visitatore per ore ed ore.

All’interno del museo, come molte altre attrazioni a Madrid, purtroppo è assolutamente vietato fare fotografie. Lasciare pure le vostre borse all’entrata, salvo portarvi il cellulare per l’audio guida online che potete ascoltare durante la visita. Assolutamente indispensable la mappa che potete prendere all’entrata: vi aiuterà ad orientarvi e a cercare gli autori e i temi che vi interessano.

L’entrata è discretamente cara. Se avete poco tempo o l’arte dei secoli passati non è il vostro forte, potete approfittare delle ore gratuite (le ultime due di ogni giorno). Dovrete organizzare bene il tour, però, perchè il palazzo è davvero grande e, come potete immaginare, la fila per il biglietto gratuito è lunghissima!

10 opere imperdibili del museo del Prado a Madrid

Mettiamo che abbiate poco tempo a disposizione e vogliate vedere solo gli highlights di questa collezione vastissima. Il sito internet del museo offre non solo la mappa di sale e piani, ma anche la lista completa delle opere in esposizione. Potete controllare dove si trova ogni quadro e ogni scultura  che vi interessa e prepararvi un piano d’attacco.

Detto questo, come scegliere cosa vedere?
Ovviamente dipende dai vostri gusti. Considerando che non sono un’appassionata di arte “classica”, ho selezionato per voi dieci opere con i seguenti personalissimi criteri:
– giochi interessanti di luci (Caravaggio non me lo perdo mai)
– i dipinti pieni di dettagli (Bosch e Brueghel)
– i pittori della scuola fiamminga che ho scoperto nei miei anni in Belgio (Rubens, Patinier, Teniers  e Van der Weyden)
– essendo in Spagna, mi sono studiata i classici spagnoli, e mi sono appuntata nella lista dei must-see anche qualcosa di iberico (Goya e Velasquez).

Iniziamo il tour virtuale, in ordine alfabetico, per non fare torto a nessuno!

1. Trittico del Giardino delle delizie, Bosch

I tre pannelli frontali del Trittico del Giardino delle delizie di Bosch
I tre pannelli frontali del Trittico del Giardino delle delizie – Bosch

Siamo alla fine del 1400 e Bosch ci regala la sua opera piú complicata ed enigmatica: Il Giardino delle delizie.
Il quadro rappresenta il destino dell’umanitá, a partire dal Paradiso, nel pannello di sinistra, con Dio, Adamo ed Eva. Nel pannello centrale, c’è una sorta di falso Paradiso, dove il peccato (o meglio l’inganno dei sensi) regna sovravo. Somiglia al Giardino dell’Eden alla sua sinistra, ma qui c’è più confusione che tranquillità. Si vedono un’infinità di creature fantasione, personaggi intenti in dubbie attività e oggetti curiosi. Il pannello di destra rappresentara la dannazione, con colori decismaente più cupi e scene alquanto truci.

Sul retro del trittico, un po’ difficile da vedere per come è posizionata l’opera nella sala museale, è dipinto quasi in monocromomia il Terzo Giorno della Crazione, quando le acque furono separate dalla terra.

Adoro i dipinti pieni di personaggi e informazioni, nei quali si scoprono sempre dettagli nuovi. Tipicamente nello stile di Bosch, si potrebbe passare un’ora ad osservare questo trittico e salterebbe sempre fuori qualcosa che ancora ci eravamo persi! Per esempio, avete notato il cane con solo due zampe? La fragola gigante? Le note musicali sul culetto di un omino? Mi viene da chiedermi: ma perché?

2. Il Trionfo della Morte, Bruegel

Il Trionfo della Morte di Bruegel
Il Trionfo della Morte – Bruegel

Rimanendo in tema di immagini strapiene di dettagli e piccoli particolari, Il Triondo della Morte di Bruegel è una sorta di versione in toni caldi dell’Inferno del trittico di Bosch descritto poco prima. Un esercito di scheletri si riversa sulla terra portando morte e distruzione. Alcuni umini e donne resistono e combattono, altri si rassegnano, altri ancora si nascondono, mentre la maggior parte è già morta. E la Morte in persona è al centro del dipinto, cavalcando il suo cavallo rossastro con la falce in mano.

3. Davide e Golia, Caravaggio

Davide e Golia di Caravaggio
Davide e Golia – Caravaggio

Siamo a inizio 1600 e Caravaggio ci confonde con due opere sullo stesso tema: Davide e Golia, che ora si trova al Museo del Prado di Madrid, e Davide con la Testa di Golia, a Galleria Borghese di Roma. C’è chi sostiente che quella di Madrid sia un’opera della scuola di Caravaggio. Altri che sia la copia di un originale andato perduto. El Prado, come molti studiosi, la considerano un originale.

Come sempre, Caravaggio gioca con le luci e le ombre in modo spettacolare. I personaggi sono illuminati su un fondale scuro, la luce delinean le forme e guidan l’attenzione come pochi artisti hanno saputo fare nella storia della pittura. Curioso il fatto che Golia sia un autoritratto dell’autore. Del resto, come non cedere alla tentazione di tagliarsi la testa e infilarla in un quadro destinato al cardinale?

4. Saturno, Goya (e le Pitture Nere)

Saturno di Goya e Saturno divora un Figlio di Rubens
Saturno – Goya (sinistra) / Saturno divora un Figlio – Rubens (destra)

Ho scelto Saturno di Goya perché l’immagine è particularmente sinistra, ma l’intera sezione delle Putture Nere merita una visita. Si tratta di dipinti fatti con tecniche miste che l’artista ha realizzato sui muri di casa sua vicino a Madrid. Quando la casa è stata acquistata dal Barone Émile d´Erlanger, le opere sono state trasferite su tela (non ho approfondito l’argomento, ma sarebbe davvero interesante conoscere il processo!) perdendo in parte il colore. Mai lasciando Madrid, sono infine giunte in questa collezione del museo del Prado, ora in mostra in una sala scura quanto le tele.

Sono opere nelle quali Goya poteva dipingere liberamente, senza né richieste né temi prediletti, lasciando chiaramente libera la fantasía. Colori scuri, scene truci e violente, Saturno che divora uno dei figli per cercare di scappare dalla profezia secondo la quale uno di loro gli avrebbe in futuro rubato li potere. Quanta gioia sulle pareti di casa!

5. Il 3 di Maggio 1808 a Madrid, Goya

 Il 3 di Maggio 1808 a Madrid e Il 2 di Maggio 1808 a Madrid, entrambi di Goya
Il 3 di Maggio 1808 a Madrid – Goya (sinistra) / Il 2 di Maggio 1808 a Madrid – Goya (destra)

Aggiungo una seconda opera di Goya che, ammetto, non rientrerebbe nella mia top 10 se non fosse che si trova proprio a Madrid e rappresenta un momento impornante nella storia della Spagna. Il quadro infatti representa la fucilazione di alcuni rivoltosi da parte delle truppe di Napoleone, all’inizio della guerra di indipendenza spagnola.

Al museo del Prado si trova anche Il 2 di Maggio 1808 a Madrid. In quest’opera di vede una delle prime battaglie dei patrioti contro l’occupazione france. Entrambi i quadri sono anche noti con un paio di altri nomi, come Fucilazioni del 3 di Maggio o La carica dei Mamelucos. Da notare che “mameluco” in spagnolo indica sia i militari franesi di Napoleone, che una persona… sciocca!

6. Passaggio agli Inferi, Patinir

Passaggio agli Inferi di Patinir
Passaggio agli Inferi – Patinir

Anni ’20 del 1500, e dal Belgio arriva un Caronte che traghetta un’anima dannata all’Inferno. Dante ha concluso la Divina Commedia giusto un centinaio di anni prima e sicuramente sorride perché la rappresentazione è meravigliosa.

Patinir mette il soggetto al centro del quadro, ma è il paesaggio a fare da padrone. L’immagine è divisa verticalmente in tre aree: paradiso a sinistra, verdeggiante e con un bel cielo azzurro, il fiume di passaggio al centro e l’inferno a destra, col suo fuoco, colori scuri e un poco rassicurante Cerbero ad attendere la barca.
Dicono che Patinir abbia preso spunto dal già citato Trittico Giardino delle Delizie di Bosch. E in effetti ce lo ricorda sia nella divisione degli spazi che nella scelta dei colori.

7. Le tentazioni di Sant’Antonio, Teniers

Due versioni delle Tentazioni di Sant’Antonio di Teniers
Tentazioni di Sant’Antonio – Teniers (entrambi)

Le tentazioni di sant’Antonio sono un tema dipinto mille volte. E al Prado ne troviamo svariati esemplari, incluse opere dei già citati Bosch e Patinir.  Di Teniers ce ne sono ben due esposte, piuttosto simili, con alcuni dettagli quasi identici e altri meno. Per esempio il santo è inginocchiato nella stessa posizione, con lo stesso vestito, sempre voltato per guardarsi alle spalle. Una volta ha la Bibbia in mano, l’altra tiene le mani giunte, ma il soggetto è sempre lo stesso. Altri elementi comuni sono i pipistrelli che svolazzano, una croce, l’acqua corrente, il Diavolo con tanto di corna, un libro aperto, creature bizzarre. L’ambientazione invece cambia: da una chiesa diroccata ad una grotta.
Sono dipinti pieni di simboli cristiani e allegorie piú o meno chiare. Il significato di un non ben chiaro animale che, con in testa una candela, cavalca un uccello senza ali e infilza con un rametto una rana (che a sua volta cavalca un pesce volante) però mi sfugge.

8. Deposizione dalla Croce, Van Der Weyden

Deposizione dalla Croce di Van Der Weyden
Deposizione dalla Croce – Van Der Weyden

La Deposizione dalla Croce di Van der Weyden risale al 1435 circa ed era destinata ad una Chiesa di Leuven, nelle Fiandre. E` forse un po’ meno spettacolare delle versioni di Rembrandt e Rubens, ma la forma fisica del pannello mi ha reso il dipinto particolarmente simpatico.  Non è un rettangolo e non è una croce: è una mezza croce. Specificatamente, la parte alta della croce. Sulla quale però viene rappresentata la parte bassa della croce di Cristo.

A parte un Gesù insólitamente senza barba, sono presenti alcuni personaggi biblici come Nicodemo, Maria Maddalena e Giovanni l’Evangelista. Maria, la madre di Gesù, è svenuta e pallidissima. Il suo corpo, sostenuto dai presenti, riprende la stessa forma del corpo del figlio deposto dalla croce. Nonostante i colori vivissimi dei vestiti e l’oro dello sfondo, le posizioni dei corpi contorti, i visi pieni di dolore e la prospettiva un po’ forzata che disturba la vista rendono  la scena profondamente triste e toccante.

9. Las Meninas, Velasquez

Las Meninas di Velasquez
Las Meninas – Velasquez

Las Meninas è probabilmente il quadro piú famoso di Velasquez. Dipinto nel 1656, è veramente originale e rappresenta il backstage del ritratto della coppia reale di Spagna Filippo IV e la moglie Marianna d’Austria. Curiosamente, i protagonisti sono l’infanta Margherita e le sue damigelle. Mentre re e regina si intravedono solamente in uno specchio alle spalle delle bambine. Sullo sfondo sono ritratti anche il pittore e altri personaggi secondari, inclusi il ciambellano e i giullari di corte.

L’impressione dello spettatore è di essere posizionato nella sala esattamente dove si trova la copia reale. Velasquez osserva i soggetti del ritratto che sta dipingendo, ma l’impressione è che stia guardando fuori dal quadro. Con questo trucco di prospettive e specchi, Velasquez riesce a dare dignità anche a noi poveri turisti, includendoci nel dipinto.

10. Venere, Tiziano

Venere con Organista e Cane, Venere con Organista e Cupido, La Maya Nuda, La Maya Vestita, tutte opere di Goya
Venere con Organista e Cane (alto sinistra) / Venere con Organista e Cupido (alto destra) – Tiziano
La Maya Nuda (basso sinistra) / La Maya Vestita (basso destra) – Goya

Tiziano al Museo del Prado ha diverse opere, tra le quali la famosissima Danaë, che infatti avevo programmato di vedere. Nella stessa stanza, però, ho trovato più affascinanti le sue due versioni della Venere con Organista e Cupido, e Con Organista e Cane. Curiosa scelta di soggetti.
I due dipinti sono molto simili. Venere nuda sul letto viene distratta dal cagnolino o da un bambino/Cupido, mentre un musicista fa finta di suonare l’organo mentre le guarda le parti intime. Sullo sfondo, un giardino verdeggiante con fontana e coppia di amanti che passeggiano.

In questa stessa stanza, El Prado ha esposto anche altri due dipinti famosi: La Maya Nuda e La Maya Vestita, di Goya. Stessa dama, la Duchessa di Alba, in identica posizione, con abbigliamento decisamente diverso.
Questa cosa delle doppie versioni nella stessa sala espositiva è davvero interesante!


Disclaimer: Non sono un’esperta d’arte nè una guida turística. Tutto quello che ho scritto in questa pagina sulle opere citate proviene da informazioni fornite dal Prado, da una ex guida del museo, da Wikipedia o da mie personali osservazioni durante la mia visita a Madrid. Se alcuni dettagli fossero errati, per favore mandatemi un messaggio con referenze ai dati corretti e mi premurerò di correggerli!


Immagine Pinterest: le opere più famose e mperdibili al museo del Prado in Madrid

8 risposte

  1. ANTONELLA MAIOCCHI

    Ma che bello questo articolo! Ho visitato il Prado e ho fatto anche io una scelta delle opere da vedere, ovviamente completamente diversa dalla tua!!! Abbiamo in comune solo Caravaggio e Las Meninas di Velasquez (oltre alla Maya vabbè ma quella è un classico , quindi ho letto tutto con moltissima attenzione e mi sono innamorata del Trionfo della morte di Bruegel che mi ha fatto capire a chi si sono ispirati gli artisti bergamaschi cha hanno affrescato la facciata della chiesa di Clusone.

    • The Lady

      L’ho vista la chiesa di CLusone! Che forte, molto bella, mi aveva sorpres molto. Si’, Bruegel era un folle. Fosse un contemporaneo, mi verrebbe da chiedermi che droghe prenda! 😀

  2. Libera

    Ho adorato il museo del Prado, infatti la visita ricordo che fu molto lunga. Hai fatto bene a fare un elenco perché a volte si rischia di tralasciar dei capolavori.

    • The Lady

      Io non ho avut molto tempo e sicuramente ho saltato opere interessanti. Mi farò un’altra lista per la prssima visita! 😀

    • The Lady

      Spero di tornare persto così da finire la visita con le opere che ho saltato, per mancanza di tempo. E’ sicuramente rimasto nella mia bucket list 😀

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