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Di recente sono tornata al museo Reina Sofía di Madrid, attratta da un’esposizione temporanea che un’amica non poteva perdersi. Ufficialmente Museo Nazionale Centro d’Arte Reina Sofía, questo museo si concentra sull’arte moderna e contemporanea, dal ‘900 ad oggi. Allestita nell’antico ospedale, la collezione conta più di ventimila opere di artisti sia spagnoli che internazionali. Come con El Prado e le sue opere, anche il Reina Sofía può risultare disorientante per quanto sia grande. Specialmente se l’obiettivo è una visita mediamente rapida, in questo post vi suggerisco dieci opere, di dieci artisti diversi che, a mio parere, dovrebbero rientrare nella vostra visita al museo.
Il museo Reina Sofía ha un biglietto d’entrata che potete comprare online senza costi aggiuntivi, e vi farà saltare la fila, spesso interminabile. Le ultime due ore d’apertura di ogni giornata, invece, sono ad entrata gratuita, ma spasso la coda è ancora più lunga!
10 opere imperdibili del museo Reina Sofía
Il Reina Sofía merita una mezza giornata di visita, se volete vedere tutte le sale della collezione. Se avete meno tempo, vi lascio 10 opere di 10 artisti che mi sono particolarmente piaciute. Come quando avevo parlato delle 10 opere da vedere al museo del Prado, anche queste le ho scelte per per interesse e gusto personale.
Il mio tour virtuale è in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno. Ma fa eccezione l’opera regina che non può non aprire le danze: la Guernica di Picasso!
1. Guernica – Pablo Picasso
Capolavoro artistico, storico e politico di Pablo Picasso, Guernica è l’indiscusso highlight che attrae ogni anno 2 milioni di turisti al Museo Reina Sofía di Madrid.
Se vi fosse sfuggita la storia di Guernica, ve la racconto brevemente. Siamo nel 1937, e mentre a Parigi si organizza l’Esposizione Internazionale, in Spagna si combatte la guerra civile. Picasso vive a Parigi e dipinge la Guernica per attirare l’attenzione pubblica su quello che succede in patria. L’immensa opera, infatti, mostra l’orrore e la devastazione della guerra. L’ispirazione è il terribile bombardamento della città basca di Guernica, che in poche ore ridusse tutto in macerie decimando la popolazione civile. Ma visto l’arrivo al potere in Spagna di Franco nel 1949, il quadro rimane fuori dal paese per quattro decenni. Picasso infatti chiede espressamente che l’opera non venga riportata in Spagna finché il paese non diventi finalmente una repubblica, senza sconvenienti dittature. La Guernica arriva quindi a Madrid solamente nel 1981.
Occupando un’intera parete del museo, la Guernica sorprende per le dimensioni, la monocromia e, a capirne un po’ di arte, il simbolismo. E’ stato definito un quadro cubista, ovviamente, ma anche simbolista, espressionista e, perché no, surrealista. Celebre l’aneddoto/leggenda che lo riguarda, dove Picasso da’ una risposta freddissima ad un generale tedesco in visita al suo studio durante l’occupazione nazista di Parigi:
"Avete fatto voi questo orrore, maestro?" "No, lo avete fatto voi."
Ovviamente il Reina Sofía ha una lunga lista di altre opere di Picasso. Tra le più celebri cito il post-impressionista Mujer en Azul, che a me ricorda sempre la regina di Cuori di Alice nel Mondo delle Meraviglie!

2. Allegoria della Guerra – Isaias Cabezón
Rimaniamo in questi anni pre-conflitto mondiale e in tema di guerra civile spagnola, ed ecco un altro quadro poco allegro: Alegoría de la Guerra di Isaias Cabezón. L’artista questa volta è cileno ma ha vissuto diverso tempo in Europa, specialmente a Madrid e a Parigi, come tanti dei suoi artisti contemporanei.
Il quadro è piuttosto inquietante, con soldati che marciano, oggetti rotti, gente morta e una maschera a gas in primo piano che non lascia molto all’immaginazione. Io lo sottotitolerei “L’Ansia”.

3. Fontana di Mercurio – Alexander Calder
Unica scultura in un mondo di pittura (nel mio personale elenco di opere d’arte preferite), ecco la Fontana di Mercurio di Alexander Carlder. E’ una delle tante sculture cinetiche astratte dell’artista americano, ma l’unica che ha condiviso il padiglione spagnolo con la Guernica di Picasso all’esposizione di Parigi del 1937.
Quella esposta al Museo Reina Sofía è una maquette in scala 1:3 dell’opera vera e propria, che non è a Madrid. Truffaldini questi spagnoli! Ma è comunque interessante vedere questi pezzi colorati di ferro, alluminio e mercurio bilanciarsi e muoversi con un soffio d’aria. Non per niente questo modello è protetto da un cubo di vetro tutt’attorno!

4. Ragazza alla Finestra – Salvador Dalí
Di Dalí sono famosi gli orologi molli, le figure dalle gambe lunghissime, i panorami desertici infiniti,e pieni di personaggi strani, le rocce bucate e i suoi temi onirici e un po’ folli. Il suo surrealismo è talmente unico che lo si riconosce in ogni sua opera. Un po’ come i suoi baffi!
Per gente come me che di arte non ne sa tantissimo, i suoi periodi cubisti, impressionisti e realisti sono molto meno conosciuti. Ragazza alla Finestra viene da uno di questi suoi periodi meno noti, di gioventù. Forse non è il suo quadro più affascinante. Ma mi piace soprattutto quando paragonato alla follia pittorica degli anni seguenti. Dà un senso di pace che i quadri surrealisti di Dalí proprio non hanno!

5. Naturaleza Viva – Maruja Mallo
Maruja Mallo è un’artista spagnola che passò quasi tutta la sua vita in Messico. Nella collezione fissa permanente del Museo Reina Sofía potete vedere La Verbena. Un quadro simpatico con tantissimi personaggi e figure curiose rappresentate nel tipico stile proprio della Mallo. Ma a me sono piaciute di più altre opere che non si trovano solitamente in questo museo. Ho infatti avuto la fortuna di visitare il Reina Sofía per la seconda volta durante un’esposizione temporanea proprio di quest’artista. Vi mostro Naturaleza Viva, un quadro di una semplicità incredibile, ma per qualche ragione mi ha fatto tanta tenerezza! Notate, tra l’altro, la bellissima firma (in alto a sinistra) stilizzata, tipica della Mallo!

6. Grelots Roses, Ciels en Lambeaux – René Magritte
Magritte mi è sempre piaciuto. È sufficientemente strano da attrarre la mia attenzione, ma non eccessivamente inquietante come altri, magari, citati poco fa. I suoi omini con la bombetta, per esempio, mi incuriosiscono. Così come le pipe, le nuvole, le uova e gli altri oggetti un po’ random del suo famoso periodo surrealista.
Grelots Roses, Ciels en Lambeaux (che si può tradurre come Campanelle Rosa, Cieli Lacerati) è un quadro doppio, con alcuni tra gli elementi tipici di Magritte. Sceglie due tinte (quasi) complementari e le affianca. Poi ci mette due soggetti che non c’entrano niente uno con l’altro: nuvole e campanelle. E lascia il tutto lì, all’interpretazione del pubblico. Cosa voleva comunicarci? Ditemelo nei commenti!

7. Uomo con la Pipa – Joan Miró
Forse al Reina Sofía ci sono opere di Miró più famose, come Caracol, Mujer, Flor, Estrella. Ma io ho scelto di mostrarvi Uomo con la Pipa perché me ne sono semplicemente innamorata. E`un quadro surrealista/astratto semplicissimo. Un omino stilizzato azzurro su fondo dello stesso colore, qualche linea e nei puntini neri e una pallina sul lato, unico elemento un po’ tridimensionale dell’immagine. E poi c’è una linea rossa in diagonale in un angolo.
Cos’è quella linea rossa? Perché è lì? Cosa significa? Il terzo pallino sulla faccia dell’omino/alieno è il naso o la bocca? Sta soffiando la pallina? Perché la pallina ha ombra e il resto no? Rappresenta il fumo? E le tre righe nere sottostanti? I puntini? Più lo guardo e meno lo capisco. Meraviglioso.

8. Un Mondo, di Ángeles Santos
Un Mondo è un grande quadro dell’artista surrealista Ángeles Santos. Il nome può trarre in inganno: non è né Ángel né Ángela. È Ángeles. Così, al plurale. Ed appartiene ad una donna spagnola morta qualche anno fa a quasi cent’anni. L’opera d’arte Un Mundo occupa un’intera parete del Reina Sofía, ben 3×3 metri. È strapieno di dettagli e ha una prospettiva distorta, dove ogni pezzo è inclinato in una direzione diversa. Per coglierne tutti i particolari bisogna avvicinarsi abbastanza, il che darà noia agli altri visitatori. Ma del resto avete pagato il biglietto e questo quadro ne vale la pena.
Santos ha dipinto Un Mundo ancora adolescente, semi sconosciuta nell’ambiente artistico internazionale del suo tempo. Ma con questa meraviglia surrealista esposta al Salón de Otoño di Madrid del 1929 s’è subito guadagnata la fama che meritava.

9. La Fine del Mondo (Il trionfo della Morte) – José Gutiérrez Solana
I quadri macabri colgono sempre l’attenzione del pubblico, e quest’opera di José Gutiérrez Solana non è da meno. Già solo il sottotitolo, Il Trionfo della Morte parla da solo. Ma se non fosse sufficientemente chiaro, ci sono una trentina di scheletri che camminano a togliere ogni dubbio.
L’immagine rappresenta il dramma delle persone davanti alla morte, al peccato fisico o morale e al possibile castigo che ne consegue. La simbologia ovviamente è forte. Si possono leggere anche tematiche come la mancanza di speranza, l’inesorabilità della situazione, l’innocenza davanti alla tragedia. Alcuni personaggi rappresentano in modo più o meno ovvio i peccati capitali, come l’avarizia del tizio evidentemente benestante in prima fila, che però viene derubato da due simpatici scheletri. Una sorta di Inferno dantesco con gli scheletri al posto dei demoni.
Se vi piace José Gutiérrez Solana, vi consiglio di dare un’occhiata anche a La Tertulia del Café de Pombo. Tematica differente, ma stile e tinte francamente similari.

10. Il Generalissimo – Cèsar Pedro Pèrez
Ultimo ma non ultimo, nella sezione di stampe esposte al Museo Reina Sofía di Madrid ci sono delle chicche da non perdere. Tra quelle a tema guerra e nazismo, vi lascio El Generalisimo. E’ un poster antifascista del tempo della Guerra Civile Spagnola, firmato Cèsar Pedro Pèrez. Un’immagine satirica caricaturale di Franco e dei sui supporters: esercito, capitalisti e chiesa. La polemica non ha bisogno di spiegazioni.

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Disclaimer: Non sono un’esperta d’arte nè una guida turistica. Tutto quello che ho scritto in questa pagina sulle opere citate proviene da informazioni fornite dal Museo Reina Sofía, da una Lonely Planet della Spagna, da internet o da personali osservazioni durante la mia visita a Madrid. Se alcuni dettagli fossero errati, per favore mandatemi un messaggio con referenze ai dati corretti e mi premurerò di correggerli!



Roberto
Tutte e 3 i musei di Madrid sono eccellenti. Il Tyssen-Bornemisza, per disposizione delle opere, illuminazione e spazi è uno dei più belli al mondo.
The Lady
Il Thyssen-Bornemisza ancora mi manca!! 😳 Ha delle opere pazzesche, Caravaggio, Manet, Dalí, Rembrant, El Greco, CéZanne, Van Gogh, Rubens… Sicuramente in lista per la prossima visita a Madrid!
Sara Bontempi
Ci sono stata qualche anno fa e ci tornerei anche subito, ho adorato le opere di questo museo!
The Lady
Ha anche delle esposizioni temporanee super interessanti e sempre diverse tra loro!
Eliana
Questo è sicuramente un museo imperdibile se si vuole cogliere la vera essenza artistica di Madrid, città che purtroppo non ho ancora visitato ma che vorrei fare magari a fine anno, sperando in temperature più benevoli di quelli della Pianura Padana!
The Lady
In queste settimane ha fatto freddissimo anche a Madrid! 😅 (il museo ha un guardaroba per lasciare borse e ghiacche pesanti!)