Lanzarote: vita e turismo tra i vulcani delle Canarie

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Quello che mi ha colpito di più visitando Lanzarote, è stato vedere come l’uomo si sia adattato ad una terra tanto dura e arida dopo una delle eruzioni vulcaniche piú  distruttive mai registrate nella storia delle Canarie.

L’intero arcipelago è interamente di origine vulcanica. Alcune isole sono molto più verdeggianti di altre, grazie alla mancanza di eruzioni recenti o al fatto che le eruzioni siano state contenute o in aree costiere. L’aspetto di Lanzarote è stato completamente cambiato da una lunghissima eruzione nella prima metà del ‘700.

Visitare Lanzarote, significa scoprire la geologia di quest’isola e vedere come l’uomo ne ha sfruttato l’aspetto vulcanico. Tutto a Lanzarote è stato riconvertito per una vita post-eruzione: dal Parco Nazionale del vulcano attivo Timanfaya, ai tunnel vulcanici trasformati in musei; dalla roccia nerissima in cui costruirci case e ristoranti di design, ai vigneti scavati nella cenere.

Paesaggi desertico di Lanzarote: una strada sterrata nella terra secca con dei cni vulcanici di sfondo
Il paesaggio desertico di Lanzarote

L’eruzione del 1730-1736 che cambia l’aspetto di Lanzarote

Ognuna delle otto isole è coperta di coni vulcanici spenti, dormienti o assolutamente attivi. Lanzarote è una delle isole Canarie più vecchie, emersa all’incirca 15 milioni di anni fa. Ma i suoi vulcani sono tutt’altro che spenti.

L’evento che ha cambiato l’aspetto dell’isola negli ultimi secoli, è stata un’eruzione durata ben sei anni, tra l’1 Settembre 1730 e il 16 Aprile 1736.
Di recente abbiamo assistito all’eruzione di un “piccolo” vulcano in un’altra delle Canarie, La Palma. Quasi tre mesi di eruzione hanno distrutto 10 km quadrati di terreno, facendo scomparire completamente interi paesini. Immaginatevi cosa sarebbe potuto succedere se l’eruzione fosse continuata per oltre sei anni!
L’aspetto di buona parte di Lanzarote, infatti, è davvero particolare. Terra nera tra coni vulcanici e intere aree ricoperte di rocce, anch’esse nere. La lava e la cenere hanno ricoperto più del 20% dell’intera isola.

Curiosamente, c’è un libro che racconta con una certa precisione gli avvenimenti. E’ il diario che il parroco di Yaiza, Andrés Lorenzo Curbelo, ha tenuto in quel tempo e che è arrivato a noi come testimonianza dell’eruzione e della vita degli abitanti della zona.

Mappa dell'eruzione del 1730 a Lanzarote dal diario del parrco  Andrès Lorenzo Curbelo
Mappa dell’eruzione del 1730 a Lanzarote dal diario del parroco Andrés Lorenzo Curbelo

Visitare Lanzarote: l’isola nera delle Canarie

Come si fa a ricominciare quando i campi sono sommersi sotto metri e metri di cenere, la lava ha distrutto tutto quello che ha incontrato e tutto attorno a te è nero e arido?

A Lanzarote la vita si è adattata al nuovo aspetto dell’isola. Una volta che il Timanfaya ha smesso di eruttare, la popolazione ha imparato lavorare la nuova terra nera, a scavare nella roccia lavica e a sfruttare l’ambiente a suo vantaggio.

Il turismo su quest’isola è concentrato su tutto quello che è relativo all’attività vulcanica presente o passata. E c’è davvero tantissimo da vedere e da imparare.

panrama vulcanico a Lanzarote: stratificazione di lava e e rocce nere su terreno rossastro di precedenti eruzioni nelle isole Canarie
Stratificazione di lava e e rocce nere sul terreno rossastro di precedenti eruzioni

Parco Nazionale Timanfaya

Iniziamo da quello che non potete assolutamente perdervi a Lanzarote: il Parco Nazionale Timanfaya, uno dei posti più curiosi delle Canarie!
Centro dell’eruzione del 1730, nel 1993 questa zona è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’Unesco.
Per raggiungere l’entrata al parco, si percorre una strada costruita nella roccia vulcanica. Con la lava nera a destra e a sinistra e nemmeno un alberello striminzito, si ha l’impressione di un paesaggio lunare.

Vulcani e rocce laviche del Parco Nazionale Timanfaya
Vulcani e rocce laviche del Parco Nazionale Timanfaya

L’ingresso è a pagamento e piuttosto limitato, sia per proteggere il parco che per la sicurezza dei visitatori. Una volta parcheggiata la macchina, si accede all’area aperta al pubblico, chiamata Montañas del Fuego (“montagne del fuoco”). Nel piazzale davanti ad un classico negozietto di souvenir, si svolgono tutte le attività.

Incluso nel prezzo d’entrata, ogni pochi minuti parte un tour con guida. Un autobus percorre la Ruta de los Volcanes, una stradina stretta e ripida che gli autisti affrontano con un po’ troppa confidenza! Il panorama è incredibile: una desolazione di rocce, sabbia e coni vulcanici su altri coni vulcanici. Peccato non poter scendere dall’autobus, ma credo sia una questione di sicurezza.

Tornati al piazzale, infatti, si può assistere ad una serie di dimostrazioni dell’attività vulcanica ancora ben presente. A soli pochi metri nel sottosuolo, il calore supera i 600 gradi centigradi. Basta avvicinare dell’erba secca in un fosse nel terreno per vederla prendere fuoco immediatamente! Per la stessa ragione, versando un po’ d’acqua in una buca, si crea un geyser alto diversi metri.

Con tutto questo calore che sale dal terreno, indovinate com’è alimentata la cucina del ristorante. La brace, ovvero una griglia allestita sopra ad un buco nel terreno, e il forno a calore vulcanico sono i pezzi forti del menù.

sequenza di immagini di un uomo che getta acqua in una fossa del parco nazionale Timanfaya, creando un temporane geyser
Geyser indotti nel Parco Nazionale Timanfaya

Tour a piedi nella lava: il sentiero della Tremensana

Se il giro in autobus vi lascia a bocca asciutta, potete provare una camminata tra le rocce nere. L’accesso anche a piedi in tutto il parco naturale è rigorosamente vietato. Ma si possono prenotare tour guidati ufficiali di 3-4 ore in piccoli gruppi.

Ci sono un paio di opzioni possibili, rigorosamente da prenotare, tra la costa e il centro sud del Parco Timanfaya. Io ho scelto la parte più “lunare”, ruta Tremesana, dove di acqua non si vede proprio traccia! Il sentiero, infatti, attraversa una zona aridissima ricoperta di lava indurita, bombe vulcaniche e cenere compattata dai decenni.

Tra le cose più interessanti sul percorso, sicuramente spiccano un paio di tubi vulcanici (nel prossimo paragrafo vi spiego meglio cosa sono). In uno di questi, parzialmente scoperto, è possibile camminare per qualche metro. Di un altro, invisibile agli occhi, si intuisce solo l’esistenza fermandosi sopra una roccia piana. La prova avviene con due persone: una salta sul posto e l’altra sente le chiarissime vibrazioni di quando sotto ai piedi non si ha terreno pieno!
Il tour include anche una passeggiata dentro ad una caldera collassata e la spiegazione di alcune costruzioni usate per la coltivazione.

Per questo trekking, ricordatevi di portare delle buone scarpe!

Interno di un tunnel vulcanico con il tett parzialmente collassato nel Parco Nazionale Timanfaya
Piccolo tunnel vulcanico del Timanfaya

Tunnel vulcanici e jameos

Un tunnel vulcanico è un percorso che la lava ha creato nel terreno prima o durante un’eruzione. La lava scorre semiliquida e si solidifica sulla superficie, a contatto con l’aria. La crosta diventa man mano più spessa. Col tempo, quando la lava smette di alimentare il tunnel, l’interno si svuota o viene eroso. Ne rimane la struttura esterna più dura e resistente. In alcuni casi la lava riesce a creare centinaia di metri o addirittura chilometri di incredibili corridoi sotterranei.

In alcuni punti, i tunnel si allargano formando caverne larghe anche svariati metri. Quanto le pareti collassano aprendosi parzialmente all’esterno, creano splendidi spazi chiamati jameos.

I tunnel vulcanici, come molte grotte, devono essere preparati per l’apertura al pubblico non esperto, perché possono essere rischiosi. Alte maree, crolli e gas tossici sono solo alcuni dei possibili pericoli. Le Canarie sono piene di queste attrazioni e Lanzarote ne ha un paio visitabili veramente eccezionali.

Cueva de los Verdes

Uno dei più famosi tunnel vulcanici è la Cueva de los Verdes. E’ lungo 6 km sopra il livello del mare e prosegue in acqua per altri 1500 metri. Risale a 3000 anni fa e nei secoli è stato spesso usato come nascondiglio per ripararsi dagli attacchi di pirati e conquistatori.

La visita dura un’ora e la guida spiega nei dettagli la formazione, la struttura geologica e la storia di queste gallerie.

una delle grotte più grandi della Cuevas de los Verdes magnificamente illuminata
Magnifici giochi di luci ed illusioni ottiche in una delle grotte più grandi della Cuevas de los Verdes

Jameos del Agua

César Manrique è un nome che non potete non sentir nominare in Lanzarote. Originario di Arrecife, Manrique ha riempito la sua isola, e non solo, di ogni tipo di architetture. Moltissime di queste riutilizzando o integrano materiale vulcanico con elementi moderni. Jameos del Agua ne è un magnifico esempio. Consiste in un ristorante, una sala concerti, un centro d’arte e un bellissimo jameo con acqua marina. In queste acque vivono dei piccoli cetacei ciechi, endemici e protetti, che sembrano granchietti bianchi.

Architettura vulcanica

Rimanendo in tema di architettura moderna, c’è una villa che merita una visita. La Casa Museo Cas-O-Mar è una proprietà privata aperta al pubblico, il cui progetto ancora una volta, include lo zampino di Manrique. E’ una via di mezzo tra una casa e un insieme di grotte. La struttura, bianchissima, si incastra nella scura roccia, collegando stanze e grotte con passaggi esterni e scale nascoste. Al centro c’è una piscina azzurrissima con un bar e alcune sculture.
Se vi piace l’architettura, non perdetevi questa meraviglia!

Il giardino dinterno della Casa Museo Cas-O-Mar, con la piscina, gli spruzzi d'acqua, i tunnel e le scale che uniscono le grotte naturali con le stanze costruite in bianco
Il giardino interno della Casa Museo Cas-O-Mar

Vini di una terra vulcanica

Un particolare che mi ha colpito particolarmente nella storia dell’isola, è stato l’adattamento dell’agricoltura al terreno vulcanico. Nel 1700, quando i contadini si sono ritrovati i campi sotterrati da metri di cenere, hanno dovuto inventarsi un nuovo metodo per coltivare la terra. Quello stesso sistema è arrivato ai nostri giorni.

Percorrendo le strade di Lanzarote, si possono vedere curiose strutture rotonde attorno agli alberi, soprattutto vigneti. Ogni singola pianta ha un muretto di sassi che la circonda e contemporaneamente è piantata in una sorta di avvallamento nel terreno.
L’idea è quella di raggiungere terreno fertile e contemporaneamente proteggere le piante dal vento che caratterizza l’isola. 

Il vino di Lanzarote, o più in generale delle Canarie, non viene esportato molto all’estero, perché la produzione è limitata. Ma ci sono ottimi vini e tante cantine offrono visite guidate e assaggi. Io sono stata alla Bodega la Geria, che produce, tra gli altri, un vino passito incredibile. E’ una delle case produttrici più conosciute di Lanzarote, ma ce ne sono tante altre altrettanto valide.

Tipici vigneti di Lanzarote, con muretti per riparare le piante dal forte vento delle Canarie e fosse scavate nella scurissima terra lavica
Tipici vigneti di Lanzarote

Se vi piace camminare in montagna e non avete mai provato a raggiungere un’alta vetta vulcanica, potreste interessarvi questa guida/racconto sulla scalata del Monte Teide in Tenerife, il punto più alto non solo delle Canarie, ma dell’intera Spagna.
Per un altro bellissimo parco nazionale delle Canarie, invece, vi rimando a quest articlo sul Parco Nazionale Garajonay a La Gomera.

Immagine Pinterest: Lanzarote: vita e turismo tra i vulcani delle Canarie

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7 risposte

  1. Sara Bontempi

    Lanzarote ha un territorio panoramico incredibile che ho sempre adorato, il più fantascientifico delle Isole Canarie. Ogni angolo è da visitare, spero di tornarci presto!

    • The Lady

      Molto particolare davvero. Nero, arido, senza vita…. Mi sorprendevo tutte le volte che vedevo un albero! 😀

  2. Eliana Russo

    Un viaggio meraviglioso che mi ha fatto venire voglia di volare in questa isola meravigliosa!

  3. Eliana

    Sarebbe veramente il mio mondo dato che sono laureata in Scienze Naturali e specializzata in mineralogia! Non sono mai stata a Lanzarote ma credo che meriti una visita a prescindere dall’essere appassionati o meno di vulcani!

    • The Lady

      wow, mineralogia! Un sacco di tour guidati danno parecchie informazini sulle diverse formazioni della lava e delle rocce, su quale minerale dà quel colore colore e via dicendo. E’ super interessante!

  4. Arianna

    Sono davvero attratta da Lanzarote, mi domandavo infatti come fosse così modellata dalla lava e dalla tua descrizione ho capito il perché. Bellissima già così vista in foto figurati dal vivo, devo organizzare

    • The Lady

      Sì è molto particolare. Anche La Palma ha due zone di eruzioni molto recenti e sono ancora più impressionanti!

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