Situato nella Città Alta storica di Zagabria, il Museo Croato di Arte Naïve offre una mostra piccola ma unica. La sua posizione centrale lo rende facile da includere in qualsiasi itinerario mentre si esplorano alcuni dei posti più conosciuti della città. È una tappa ideale per i viaggiatori in cerca di qualcosa di autentico e significativo, radicato nella tradizione artistica croata.
Organizzare la visita al Museo di Arte Naïve
Il Museo di Arte Naïve si trova al primo piano di un edificio storico nella Città Alta di Zagabria, a metà strada tra la Chiesa di San Marco e la Torre Lotrščak. Visitando la città, passerete quasi certamente davanti al suo ingresso, magari attratti dal profumo d’incenso proveniente dalla vicina Concattedrale greco-cattolica dei Santi Cirillo e Metodio.
Il museo offre una collezione mirata, ed è facile da visitare in meno di un’ora. Potete trovare gli orari di apertura aggiornati e i prezzi di ingresso sul sito web ufficiale del Croatian Museum of Naïve Art (potrebbe essere necessario consultare la versione in croato del sito).

Che cos’è l’Arte Naïf?
Mi sono innamorato dell’arte naïf quando ho visitato Haiti e i suoi numerosi mercati artigianali. La sua semplicità, unita a colori vivaci e a scene della vita quotidiana splendidamente rappresentate, ha catturato completamente la mia attenzione, tanto che ho lasciato l’isola con fin troppe tele!
Il termine “arte naïf” divenne ampiamente diffuso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Si riferisce a opere realizzate da artisti autodidatti con poca o nessuna formazione accademica formale. È spesso caratterizzata da colori vivaci, prospettiva appiattita, proporzioni insolite e scene narrative ricche di dettagli. Figure e paesaggi possono apparire semplificati o stilizzati, ma le scene sono solitamente ricche di particolari e di narrativa.
Molte opere raffigurano la vita quotidiana, le tradizioni rurali, il folklore o i ricordi d’infanzia, conferendo loro una forte carica espressiva e culturale. In Croazia, questo stile divenne particolarmente significativo nel XX secolo, quando pittori rurali iniziarono a rappresentare la vita di villaggio con una notevole chiarezza emotiva. Il Paese è conosciuto a livello internazionale per la Scuola di Hlebine. In realtà non si tratta di una scuola, bensì un movimento artistico: un gruppo di artisti contadini le cui opere catturavano paesaggi agricoli, folklore e cambiamenti sociali.

Highlights del Museo di Arte Naïf a Zagabria
Il Museo di Arte Naïf è stato aperto nel 1952 a Zagabria come Galleria d’Arte Contadina. Oggi la collezione comprende dipinti e sculture di molti artisti croati, organizzati per temi e tecniche in diverse sale. Come faccio sempre nei musei d’arte, vi parlerò dei miei preferiti.
Paesaggi di campagna
I paesaggi e i temi della vita contadina sono caratteristiche distintive dell’arte naïf croata, in particolare nella tradizione legata alla Scuola di Hlebine. Questi dipinti raffigurano spesso persone che attraversano campi o foreste, lavori agricoli, feste di villaggio, attività quotidiane, case semplici e la vita rurale in generale. I paesaggi innevati o spogli sono spesso resi con grande cura nei dettagli e forti contrasti tra il bianco della neve e il cielo, gli alberi e le figure più scuri. Un buon esempio è Zimski pejzaž sa ženom (“Paesaggio invernale con donna”) di Mijo Kovačić.

Ivan Lackovic
Una menzione speciale va all’artista di Zagabria Ivan Lacković, che è certamente il mio artista croato preferito di arte naïf. Spesso chiamato Ivan Lacković Croata, fu uno dei più importanti rappresentanti dell’arte naïf croata e una figura chiave della Scuola di Hlebine. Molte delle sue composizioni raffigurano villaggi tranquilli, contadini che attraversano pianure innevate o piccole figure immerse in vasti paesaggi.

Mi sono innamorato dei piccoli dettagli nei suoi dipinti: gli alberi spogli, gli uccelli e le figure in silhouette, i cieli colorati e le rappresentazioni semplici ma evocative delle stagioni.

Acrilico su vetro
La sala espositiva che mi è piaciuta di più è stata sicuramente quella che ospitava dipinti acrilici su vetro. E’ una tecnica fortemente legata alla pittura naif croata, dove i colori sono vividissimi e molto luminosi, dando quasi l’impressione che i vetri siano retroilluminati. La tecnica di dipingere su entrambi i lati del vetro, tra l’altro, dà un tocco di tridimensionalità al dipinto.
Il mio preferito è Vjetar u Zimi (“Vento in Inverno”) di Dragan Gaži. Un paesaggio invernale con dei toni di blu e azzurro che sembrano saltino fuori dal vetro! Purtroppo le foto non fanno onore ai colori, visto che fotografare un vetro, ovviamente, non è affatto facile! Quello che vi propongo qui di seguito è una brutta copia con toni falsati del dipinto originale che, invece, è bellissimo.

Monumenti cittadini
Un tema che ho trovato particolarmente curioso è l’interpretazione di monumenti e luoghi iconici urbani da parte degli artisti croati. Il Museo di Arte Naïf espone dipinti di famose città europee come Venezia, Milano, Bruxelles, Parigi, Pisa e Zagabria stessa. Sono tutti estremamente colorati, leggermente distorti e, nel complesso, piuttosto divertenti. Per rendere omaggio alla mia città natale, vi lascio con la vivacissima Milanska katedrala (“Duomo di Milano”) di Emerik Fejes.

Nella stessa sala, anche se un po’ fuori tema, vorrei menzionare Grad na Vodi (“Castello sull’acqua”) di Drago Jurak. È un dipinto bicromatico che raffigura quello che oggi sarebbe una classica nave da crociera.

Nomi famosi
Ultime ma non certo meno importanti, due delle opere più famose del museo: Jelen u šumi (“Cervo nella foresta”) di Ivan Generalić e Na Bregovima, Prašuma (“Sulle colline – Foresta vergine”) di Ivan Rabuzin.

Ivan Rabuzin è stato descritto come “uno dei più grandi pittori naïf di tutti i tempi e di tutti i paesi”. Non sono sicuro di essere d’accordo, ma la sua semplicità spicca sicuramente. Sulle Colline, Foresta Vergine è il dipinto che il Museo di Arte Naïf di Zagabria ha scelto come elemento principale di tutte le sue grafiche.

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