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Arroccato su un promontorio incastrato tra i fiumi Júgar e Huécar, il centro storico di Cuenca è un piccolo gioiello medievale. È stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996 e fa di questa città una meta da non perdere.
E’ possibile visitare Cuenca in un solo giorno, e questo la rende un’ottima scelta per una gita da Madrid. Ma se volete scoprirne anche i dintorni, con le loro abbondanti ricchezze naturali, vi consiglio di dedicare alla zona almeno un paio di giorni.

Cosa visitare a Cuenca
Vi lascio un tour di circa tre chilometri per visitare a piedi tutti i monumenti più interessanti di Cuenca e vedere i posti dove nascono alcune delle leggende più curiose di questa città.
Las Casas Colgadas
Iniziamo il tour dal belvedere Mirador Vistas de Cuenca. Da qui, accanto all’Antico Convento di San Paolo, si ha una meravigliosa vista sul fiume Huécar e l’attrazione principale della città: le Casas Colgadas, le case sospese. In mattinata le case hanno il sole che le illumina e sono particolarmente affascinanti. Prima di raggiungerle, bisogna attraversare il Ponte San Paolo, una costruzione dell’inizio del 1900 che sostituisce il precedente ponte del XVI secolo. L’attuale ponte è lungo 100 metri e sospeso a 60 metri d’altitudine. Vertigini fatevi avanti! E anche voi instagrammer! Ovunque si guardi, la vista è uno spettacolo. Qualsiasi inquadratura darà vita alle vostre fotografie.
All’altra estremità del ponte, arriviamo alle Casa Colgadas. Il nome deriva dal fatto che una parte di queste case non è poggiata sulla solida terraferma, ma sospesa nel vuoto, con balconi che sporgono a picco sulle pareti del canyon del fiume Huécar. Di tutte quelle esistenti nei secoli passati, sopravvivono in ottimo stato la Casa de la Sirena e le due Casas de los Reyes. Le prime notizie di queste case risalgono al XIII secolo. Vi renderete conto a prima vista del perché non ne rimangono altre in piedi ai giorni nostri! Per visitarne gli interni, entrate nel Museo de Arte Abstratta. E`gratuito, con un’interessante collezione permanente e parte dell’antica struttura della casa sospesa ancora ben a vista.

Cattedrale e Plaza Major
Passando davanti al Palazzo Episcopale, uno dei pochissimi palazzi di Cuenca, raggiungiamo la Plaza Major, la piazza centrale della città vecchia. Qui si affacciano numerose case dalla facciate colorate, il Convento de las Petras e il Palazzo colonnato del Comune. “Colonnato” nel senso che è sospeso e il traffico, pedonale e non, passa proprio tra le sue colonne.
L’attrazione principale della Plaza Major, però, non può che essere la Cattedrale di Santa Maria y San Julián. La facciata è imponente e, anche se la chiesa include interventi di varie epoche, la storia è antica e il risultato è curioso. A mio parere, vale la pena visitarne gli interni anche se a pagamento. Ci sono tantissime cappelle e davvero tanto da vedere.

Ronda Julian Romero
Da Plaza Major, prendete Ronda Julian Romero, una delle due strade che salgono verso il castello. Incontrerete la Posada San José, ovvero l’Antico Collegio di San José, del XVII secolo. Poco più avanti, sulla destra, si nasconde un piccolo belvedere, il Mirador de Florencio Cañas. E subito dopo, in una sorta di tunnel che passa sotto alle case, ceco il Cristo del Pasadizo, famoso per una delle tante leggende di Cuenca, la tragica storia degli amanti Juliàn Y Inéz. Ve la racconterò in un’altra occasione, ma diciamo che finisce male.

Il castello
Dell’antico castello, a dire il vero, non è rimasto pressoché nulla. Restano in piedi dei tratti di muraglia parzialmente restaurati e la porta di entrata alla città, l’Arco Bezudo. Si può godere però di un’ottima vista su entrambi i lati di Cuenca da quello che un tempo era la strada per entrare in città.
Appena prima di raggiungere il castello, troviamo il palazzo dell’Archivio Storico Provinciale, che in passato era stato il Palazzo dell’Inquisizione.

Calle San Pedro
Torniamo a scendere verso il cuore di Cuenca antica, prendendo questa volta Calle San Pedro. Ma prima di iniziare su questa strada, date un’occhiata al passaggio con arco sulla vostra destra (castello alle spalle). E’ Calle Trabuco, che percorre un buon tratto della città vecchia sul lato più occidentale, e offre una bella vista sul Rio Júgar e la sua stretta vallata.
La prima attrazione di Calle San Pedro è, ovviamente, la Chiesa di San Pedro. L’entrata è a pagamento, ha la pianta ottagonale e una torre sulla quale si può salire. L’esterno, tra la bella facciata e la struttura addossata alle case circostanti, mi sembra più bello che l’interno, bianco e dall’aria quasi moderna.
Poco dopo incontrate il Centro de Arte, ovvero l’ex-Collegio Gesuita, e l’Hotel Convento del Giraldo, un tempo Convento de las Celadoras. Tra questi due, un passaggio coperto sulla destra vi porta alla piccola Plaza San Nicolas. Da qui, se proseguite su Calle San Pedro raggiungerete, sulla sinistra, le rovine dell’antica Iglesia de San Pantaleon (di fianco alla terrazza di un bar che poco manca che si appropri anche di questi ruderi), e a quel punto siamo tornati a Plaza Major.

La Hermita de nuestra Señora de las Angustias e la Cruz del Diablo
Da Plaza San Nicolas, potreste approfittare di un breve detour, per una breve passeggiata nel verde e vedere i luoghi di una leggenda quantomeno inquietante. Scendete i gradini della piazza e prendete la stradina che gira verso destra. Non dovete camminare molto per incontrare una costruzione sulla sinistra che sembra abbandonata. Nel giardino, dietro ad un’inferriata, si trova la Cruz del Diablo, protagonista della leggenda di un bel giovanotto, una bellissima quanto misteriosa ragazza e, ovviamente, il Diavolo. Spoiler: il Diavolo perde sempre!
Poco più avanti troverete la piccola Hermita de Nuestra Señora de las Angustias (il Santuario della Vergine delle Angustie). E’ piccolina, con un bel portale e, purtroppo, spesso chiusa.

Dal palazzo comunale alla Torre de Mangana
Tornando a Plaza Major, passiamo sotto il Palazzo del Comune per trovarci in una sorta di piazzetta davvero carina. Si affacciano qui alcune belle case e il Convento de las Esclavas, un palazzo antico con un simpatico moisaico sul lato del portale. Prendete il passaggio in salita a fianco del Convento per raggiungere Plaza de la Merced. A parte il fatto che queste viuzze sono assolutamente adorabili, trovo curioso il fatto che il semplice allargarsi di un paio di metri le trasformi immediatamente in piazze. Plaza de la Merced infatti non è un incrocio, ma un semplice slargo. In pochi metri quadri troviamo il Museo della Scienza, la Chiesa della Mercede e il palazzo del Seminario Conciliare.
Continuando per Calle Santa Maria, arriviamo ad uno spazio piuttosto curioso. Innanzi tutto è smoke-free, ovvero invitano a non fumare, anche se siamo all’aperto. Al centro si innalza la Torre de Mangana. Esistono disegni e racconti di questa torre a pianta quadrata, già a partire dal XVI secolo. Dell’antica torre, solo rimane la parte più bassa, mentre il resto è stato ricostruito recentemente. Sul piazzale hanno anche recentemente installato un’opera d’arte contemporanea “Homenaje a la Constitución” (Omaggio alla Costituzione) di Antonio López García. E’ un cubo gigante sospeso a vari metri d’altezza, che non si presta benissimo alle fotografie perché, a mio personale parere, non c’entra un tubazzo con l’architettura che lo circonda.
Il piazzale ha numerosi pannelli descrittivi, che risaltano alcuni resti della città medievale. Potete trovare ruderi dell’antica muraglia araba, un paio di cisterne appartenenti alla moschea ormai scomparsa, nicchie e muri della sinagoga e altro ancora. Un’altra testimonianza della presenza ebraica in questo quartiere è la Casa de los Abulafia, sull’angolo della piazza.
Ultimo ma non ultimo, il panorama. Questa piazza è costruita su due livelli, e per questo motivo riesce ad offrire una panoramica di buona parte della città e del Rio Júgar.

Case nobiliari, giardini, rifugi antiaerei e antiche porte
Per terminare il nostro tour di Cuenca, scendiamo verso Plaza del Carmen per visitare ancora qualche piccola chicca. Qui si apre il Tunnel Alfonso VIII, uno degli accessi ai tunnel sotterranei usati come figuri antiaerei. Purtroppo sono attualmente (primavera 2025) chiusi al pubblico, ma magari verranno riaperti. Nella stessa Calle Alfonso VIII troviamo un paio di palazzine interessanti (Casa del Corregidor & Casa de Arostegui), ma questa via è interessante soprattutto per le sue case costruite “verso il basso”. Se guardate i citofoni, vedrete che i piani sono indicati sia come 1, 2, 3, che come -1, -2 -3. La città vecchia, infatti, è talmente arroccata sulla collina, che il secondo piano di una vita, è il -2 della parallela più in alto! E per comodità, queste palazzine hanno ingressi su entrambe le strade.
Prendendo per un momento la viuzza accanto alla Chiesa de San Felipe Neri, la strettissima Calle Caballeros, sbuchiamo al moderno Jardín de los Poetas, con una bella vista sulla città. Se invece continuiamo su Calle Andrés de Cabrera, raggiungiamo Puerta de San Juán, una delle antiche porte della città. E’ famosa, come al solito, per una leggenda. Una delle mie preferite. Avete mai sentito parlare di una guardia cieca? Ecco, un non vedente a controllare chi passa. Una bella idea, no? Ovviamente non finisce bene, come potete immaginare!
Da qui possiamo scendere verso la città nuova per un’ultimissima tappa. Passiamo davanti a El Almudí, ovvero il vecchio palazzo del granaio reale, e arriviamo in Calle de los Tintes. Il nome deriva dalla corporazione dei tintori di tessuti che aveva sede in questa zona. Questa strada costeggia il Rio Huécar offrendo una bella passeggiata sotto agli alberi, tra ponticelli fotogenici, case basse e colorate, gatti e paperelle al sole e l’acqua che scorre tranquilla.

Cosa visitare nei dintorni di Cuenca
Cuenca è veramente carina, piccola e piena di angolini curiosi, ma vi consiglio di visitare anche i dintorni, che non mancano di attrazioni naturali e culturali. Ve ne suggerisco tre facilmente visitabili in giornata, purché abbiate un mezzo proprio. In alternativa, affidatevi ad una delle tante agenzie come Civitatis che organizzano queste visite, in pacchetti abbastanza standard.
Ciudad Encantada
Una delle attrazioni più gettonate di Castilla La Mancha è sicuramente la Ciudad Encantada. A 30 km da Cuenca potete visitare questo parco di formazioni rocciose uniche e dall’aspetto davvero curioso. Queste rocce, inizialmente sommerse dall’Oceano Tetide, subiscono da 90 milioni di anni un lento processo di erosione La struttura morfologica e composizione chimica disomogenea, rende alcune parti di queste rocce più resistenti di altre. E questo porta ad un risultato quasi artistico delle attuali forme. Osservando ognuna di queste formazioni dalla giusta angolazione, infatti, potrete scovare gigantesche navi, volti umani, animali e strutture architettoniche.
Il percorso è di tre chilometri scarsi, pianeggiante, ma non percorribile da passeggini e sedie a rotelle. Per orari e prezzi, consultate il sito ufficiale della Ciudad Encantada, dove potete anche trovare una simpatica mappa del percorso (in spagnolo).

La sorgente e le cascate del Rio Cuervo
Se vi piace camminare nella natura, vi consiglio una breve passeggiata lungo il Rio Cuervo. Il percorso “ufficiale” completo è lungo circa tre chilometri. Ma una più breve passeggiata di poco più di un chilometro vi porterà all’attrazione principale: le cascate. Questo percorso più breve è in piano e adatta anche a passeggini e sedie a rotelle. Il percorso completo, invece, include un po’ di salita, gradini e sentiero sconnesso, ma niente di eccessivamente complicato.
Potete lasciare la macchina nel parcheggio all’inizio del percorso, dove tra l’altro ci sono tavoli di legno e pietra per un picnic. Appena prima del parcheggio c’è un bar dove potete fermarvi a mangiare o a comprare qualcosa, se lo trovate aperto!

Ventano del Diablo
Breve tappa di un qualsiasi itinerario nella zona, il Ventano del Diablo (ovvero la “Finestra del Diavolo”) è un belvedere che consiglio vivamente. Da un’ampia curva della strada statale CM-2105, si accede ad un parcheggio sul ciglio di una rupe piuttosto alta. La vista sul Rio Júgar è a dir poco mozzafiato.
Perdete qualche minuto a osservare il cielo in cerca di rapaci. Oltre ad un paio di predatori più piccoli che non sono riuscita ad identificare, un’aquila grande il doppio di tutti gli altri mi è sfrecciata davanti agli occhi più di una volta! Nel parcheggio trovate anche un negozietto di souvenir con dell’artigianato magari non originalissimo, ma simpatico e a buon prezzo.

Dove dormire a Cuenca
Cuenca, sia la parte moderna che il centro storico, è piena di piccoli hotel e appartamenti turistici in affitto. Vi suggerisco di scegliere un posto al confine tra l’antico borgo e la parte moderna della città. Prima di tutto perché il centro storico è quasi interamente pedonale e tante stradine sono raggiungibili solo con lunghe scalinate e viuzze ripidissime: bisogna essere preparati! La seconda ragione è che la vita di Cuenca si svolge prevalentemente ai piedi della collina, lasciando ai turisti la zona alta della città. Trovare un supermercato o un ristorante non puramente turistico nel centro storico è praticamente impossibile.
Per un soggiorno a buon prezzo, in posizione ottimale per visitare Cuenca, vi suggerisco Posada Tintes, un piccolo albergo semplice e a buon prezzo.

Dove mangiare a Cuenca
Per un assaggio di cucina locale senza troppi turisti, vi suggerisco la Mesón Darling. I posti sono limitati, quindi potreste dover aspettare il vostro turno. Ma il servizio è rapido, prezzi nella media, menu ridotto e ottima qualità.
Nel centro storico, fermatevi al Abrasador El Secreto de la Catedral. È proprio al lato della cattedrale, quindi i prezzi sono un po’ alti. Ma hanno delle polpette fenomenali! Come dice il nome stesso, sono specializzati in carne alla brace, ma hanno numerosi piatti anche per un pranzo veloce.
Come muoversi nel centro storico
La risposta è semplice: a piedi! Ammetto che Cuenca non sia certamente una città facilmente accessibile. Ci sono fin troppe scale, strade fortemente inclinate, ciottolato e marciapiedi minuscoli. Ma pretendere di gironzolare nel centro storico in macchina è semplicemente un’idea impraticabile. Certo, lo si può raggiungere e cercare di parcheggiare. Ma a quel punto l’unica opzione rimane comunque quella di camminare.
Ci sono due linee di autobus, la numero 1 e la numero 2, che connettono il centro storico con il resto della città. Non le ho usate, ma ho visto passare gli autobus in punti strategici. Trovate più informazioni su orari, percorsi e prezzi sul sito del comune di Cuenca.

Dove parcheggiare a Cuenca
I parcheggi non sono solitamente una cosa di cui mi occupo, ma ammetto che il parcheggio a Cuenca è un po’ complicato. La struttura medievale di vie strette e casette arroccate sulla montagna, non dà certo spazio alla costruzione di grandi parcheggi.
Per visitare il centro storico, il Parking Mangana è probabilmente il più comodo, perché si trova proprio alla base della città vecchia. E’ aperto 24h e ha più o meno gli stessi prezzi (cari!) dei parcheggi più lontani. Nella parte alta del centro storico, l’unico parcheggio gratuito è il Parking del Castillo. Poco più lontano, ma sempre vicino al centro città, ci sono anche i parcheggi di Plaza de España e di Princesa Zaida. Entrambi aperti 24h. I prezzi girano intorno ai 20€ al giorno come soglia massima.
I parcheggi nelle strade di Cuenca sono quasi tutti a pagamento. Trovate le macchinette blu per pagare la sosta ovunque sia possibile lasciare la macchina. Buona fortuna!

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Paola - Tryatrip
Bellissime le case sospese a mi piace anche molto il percorso di 3 km per visitare i principali punti d’interesse. Peccato che Cuenca sia in una posizione non raggiungibile velocemente dai centri con aeroporto internazionale. Guardando le distanze forse quello più comodo è Madrid.
The Lady
Ma guarda, io sono atterrata proprio a Madrid, ho affittato una macchina direttamente in aeroporto, e in un’oretta sono arrivata a Cuenca. Secondo me è fattibile. Io la consiglio!
Annalisa Spinosa
Sbaglio, o somiglia moltissimo a Ronda?? Ho avuto subito questa impressione sfogliano le tue foto. Non ti nego che adoro i paesi a picco sulle alture per cui, incuriosita dal tuo racconto su Cuenca, la aggiungerò subito alla lista delle tappe da fare nel prossimo road trip nella penisola iberica!!!
The Lady
Beh, si, hanno entrambe un po’ quest’idea della cittá sul baratro 😅 Però Ronda, se me la ricordo bene, è tipo tagliata da un canyon, mentre Cuenca si arrocca sulla collina. Comunque entrambe piccoline e molto affascinanti!